7 novembre 1942: il record di Coppi sotto le bombe

Tempi duri si prospettano. La Seconda Guerra Mondiale è scoppiata da tre anni, anche l’Italia è entrata a far parte del conflitto. Lo sport è fermo, il mondo del ciclismo ha ancora negli occhi l’impresa del giovanissimo Fausto Coppi al Giro d’Italia del 1940. Ma che fine ha fatto quello spavaldo gregario di Bartali che ha vinto la Corsa Rosa a soli 22 anni? Fausto Angelo Coppi è arruolato presso il reggimento di fanteria di stanza a Tortona. Allenarsi costantemente diventa difficile, e Fausto ne approfitta come può. Portaordini dal comando centrale alle truppe dislocate nella provincia, in bicicletta ovviamente. La condizione non è delle migliori, anzi. Ma il giovane piemontese ha ugualmente la voglia di regalare qualcosa, un’impresa “alla Coppi” così come se ne erano viste al Giro.

Senza classiche e grandi giri, l’obiettivo più realizzabile sarebbe quel record dell’ora appartenente da cinque anni a Maurice Archambaud. Il francese, vero e proprio pistard, aveva percorso ben 45,840 km in un’ora. Un primato che sembrava insuperabile, viste anche le precarie condizioni fisiche di Coppi.

7 novembre 1942. Milano, Velodromo Vigorelli. Fausto Coppi decide di tentare l’impresa. Sul Velodromo aleggia lo spettro della paura, il rischio di bombardamenti appare ben più che una minaccia. Molte persone preferiscono rimanere a casa, altre accorrono lo stesso al Vigorelli per godersi quanto più di spettacolare lo sport potesse offrire in quel drammatico momento. Tra la paura e lo scetticismo generale, Coppi inizia il tentativo alle 14 su una Legnano Pista con un rapporto 52×15. I primi giri sono semplicemente pazzeschi; il record dell’ora, tuttavia, è esercizio di costanza e regolarità, caratteristiche alle quali il Campionissimo non era ancora abituato. E così, al 30/esimo giro, Coppi inizia a perdere terreno. 61 metri di ritardo da Archambaud alla mezz’ora, ma è qui che comincia il vero capolavoro. Fausto riacquisisce una pedalata efficiente, seppur stravolto in viso. I restanti 30 minuti sono un vero e proprio inno alla sofferenza, la fatica è l’avversario più duro da battere per Fausto. Allo scoccare dell’ora, dopo 115 giri, l’Airone ha percorso 45,871 km. Record precedente abbattuto per soli 31 metri. Coppi è letteralmente distrutto, dalla sua bocca esce soltanto un eloquente “Mai più!”.

Il record dell’ora di Fausto Coppi resistette per ben 14 anni, superato soltanto dal grande Jacques Anquetil.

Dott. Luca Pulsoni