A PROPOSITO DI DAISY E TRAGEDIA DEL “FURGONCINO……. MIGRANTI E BONTA’. di Marilù Giannone Il “braccio di mare” fra la giustizia ed il podio.

Tutti i giornali danno, e giustamente, ampio spazio alla tragedia recente dei braccianti africani in Puglia, ed il discorso sugli stranieri che lavorano in Italia torna ad avere il primo piano. Così ora un lato, ora un altro della triste vicenda sono presi in esame con lo stesso colore politico della Testata, e non vi è nulla da dire. Ma, quando un giornale si dice “Indipendente”, dovrebbe realmente e lealmente essere tale, ed invece, anche il migliore, ricade nella solita divisa radicalschic, e si esprime in modo strisciante, mellifluo, al di là delle perfezioni dei termini. Cosi’ si risponde a Salvini senza rispondergli, a proposito di Daisy, con malcelata rabbiuzza. Ma c’è poco da fare, è vero questo: Daisy è stata oggetto di una mascalzonata, non di razzismo. Si noti una cosa: Daisy ha potuto formarsi grazie a lei e grazie a suo padre, pregiudicato, al quale i governi italiani hanno dato spazio. Quanti figli italiani di persone impoverite dai governi lo hanno potuto fare? Ed ancora: quei poveretti, come si è detto all’inizio, uccisi per maldestra guida di uno stipatissimo furgoncino, sono braccianti che, non solo potevano essere bianchi ( e ce ne sono, ricordiamo quella povera donna italiana morta di fatica e per la crudeltà dei caporali) ma che erano guidati da un caporale come loro, nero, e senza documenti, con il camioncino rubato. Inutile dire: poverini, faticano per farci mangiare i pomodori, e noi li cacciamo (perchè è questo senso quello suggerito), vedi che cattivi che sono gli italiani, razzisti”. Chi li sfrutta? risposta: i caporali Neri come loro. E per conto di chi? Della mafia. La stessa che si vela dietro le Ong, la stessa che uccide, ruba, contrasta uno Stato (e piantiamola con le origini antisavoia di questo fenomeno), trasporta masse di carne come schiavi. Lo sa la testa eminente del Segretario, che dice che il suo partito aveva fatto una legge in proposito. Benissimo: quale legge all’acqua di rose, che non ha neanche incuriositi i delinquenti? Diciamo la verità: sono trent’anni che l’Italia, povera terra nostra, sente sparate e bordate da podio, che servono solo a incoronare vari Ministri e dar loro la scena, e non vede altro che morti, assassini, sporcizie, decadenze, appiattimenti, ignoranza. Diciamo le cose giuste. E non torniamo a suonare la chitarra scordata del buonismo, il Cristianesimo che è solo un titolo e non la Verità di Gesù, lasciamo stare l’interpretazione capziosa dell’egoismo e dell’altruismo, arricciando il naso davanti alla semplice realtà delle cose: non è egoismo pensare alla propria famiglia, ai propri figli, ai propri vicini prima di pensare agli altri. Lo dicono, guarda un po’, i Padri della Chiesa. Dire la verità, finalmente, no dare le pietre ai figli, al posto del pane, altrimenti spaccarsi la schiena sui pomodori sarà il loro unico futuro.