Ciclismo, domani torna la Strade Bianche.

“La classica del nord più a sud d’Europa” recita lo spot promozionale lanciato da RCS Sport. In effetti è proprio così. L’infinita varietà di scenari italiani offre anche questo. Non ci sono soltanto il Poggio, il Ghisallo o le insidie appenniniche della Tirreno Adriatico. Da undici anni a questa parte il mondo ha imparato a conoscere anche gli sterrati senesi. Una storia iniziata nel 2007, quando la corsa si chiamava “Monte Paschi Eroica”, un nome che la diceva lunga sulle peculiarità dei corridori che la affrontavano. Nonostante i problemi finanziari dell’istituto bancario di Siena, la corsa ha saputo sopravvivere grazie all’impegno e agli investimenti di RCS che è riuscita a portare la Strade Bianche nell’esclusivo club del World Tour.

Un perfetto mix tra Giro delle Fiandre e Parigi Roubaix. Due nomi che scaldano i cuori e fanno tremare le gambe. La Strade Bianche unisce i muri fiamminghi ai tratti dissestati (seppur in sterrato e non in pavé) della Regina delle Classiche. Una caratteristica unica nel panorama mondiale che ha saputo richiamare i più forti tra i maggiori interpreti delle corse di un giorno. L’albo d’oro ne è la testimonianza: tris di Fabian Cancellara e doppietta di Michal Kwiatkowski oltre alle affermazioni del maestro Philippe Gilbert e di Zdnenek Stybar, nome sempre presente in questo genere di prove.

Una Classica “internazionale”, sia per appeal che per affermazioni. Basti pensare che l’Italia ha trionfato in una sola occasione con Moreno Moser nel 2013. Un dato che rispecchia perfettamente le difficoltà degli azzurri a sapersi imporsi su percorsi tecnici ed esplosivi. Non è un caso che negli anni 2000 abbiamo vinto soltanto tre Fiandre (Bortolami 2001, Tafi 2002 e Ballan 2007) e addirittura nessuna Roubaix. La Strade Bianche va oltre i confini nazionali, proprio come una vera classica del nord. E il capolavoro degli organizzatori sta proprio in questo. Creare dal nulla una corsa di questo genere in Italia è qualcosa di incredibilmente bello e costruttivo per il nostro movimento. Il contorno scenografico, inoltre, è a dir poco fantastico: le crete senesi e gli sterrati della campagna toscana lasciano di stucco corridori e pubblico. Paesaggi mozzafiato che sembrano destinati ad uno dei musei di cui la terra toscana ne è piena. Anche il finale è unico nel suo genere, con il terribile muro di Santa Caterina a fare da preludio al meraviglioso arrivo in Piazza del Campo, luogo divenuto famoso in tutto il mondo grazie al Palio di Siena.

Non ci saranno cavalli e fantini a darsi battaglia in Piazza del Campo bensì i più forti corridori del mondo. Dall’iridato Sagan all’olimpionico Van Avermaet passando per gli specialisti del Nord Vanmarcke, Stybar e Gilbert. Le speranze azzurre sono riposte in Sonny Colbrelli, in buona forma dopo il quinto e terzo posto alla Omloop e alla Kuurne. Grande curiosità attorno al campione del mondo di Ciclocross Wout Van Aert, messosi già in mostra la scorsa settimana sulle strade fiamminghe. Il campione in carica Kwiatkowski è sempre in agguato pronto a calare il tris e a porre il suo nome in uno dei settori sterrati. A proposito, per il secondo anno consecutivo si transiterà nel “settore Fabian Cancellara”, tratto di strada di Monte Sante Marie nel comune di Asciano. La Strade Bianche non dimentica i suoi eroi.

Dott. Luca Pulsoni