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Cna Giovani Imprenditori: C’e’ preoccupazione

logo cna“Condividiamo la preoccupazione espressa dal Presidente della Repubblica in merito ai dati Istat sul nuovo record di disoccupazione in Italia – scrivono in una nota – e, in particolare, sull’allarmante dato della disoccupazione giovanile. Un giovane su tre, tra i 15 ed i 24 anni, nel nostro Paese, non lavora e vive grandi difficoltà”.
“I giovani imprenditori di Cna condividono la preoccupazione espressa dal Presidente della Repubblica in merito ai dati Istat sul nuovo record di disoccupazione in Italia e, in particolare, sull’allarmante dato della disoccupazione giovanile. Un giovane su tre, tra i 15 ed i 24 anni, nel nostro Paese, non lavora e vive grandi difficoltà”. E’ quanto si legge in una nota di Cna Giovani Imprenditori.
“Siamo consapevoli che la situazione di crisi é grave – continua la nota – e che, nel nostro Paese, è la categoria degli under 30, o meglio oramai anche la categoria degli under 40, quella che si trova nella situazione di maggiore sofferenza. Si è costretti a rimanere in famiglia e a consumare i risparmi di una vita. Sempre più difficilmente ci si fa una famiglia propria, a danno dell’intero sistema Paese, in netto calo demografico, con conseguenze gravi anche per l’economia”.
“Riteniamo necessario un cambiamento culturale profondo – spiega la nota – che valorizzi la manualità in modo intelligente e produttivo. Il lavoro manuale non deve essere un ripiego, ma una interessante modalità di soddisfazione professionale. Occorre ripensare un modello di istruzione con precisi percorsi tecnici che siano un’alternativa vera ai percorsi umanistici. In quest’ottica, scuole e università
devono diventare laboratori di impresa, cantieri di collaborazione con il sistema imprenditoriale e utilizzare i loro canali per rintracciare risorse ed avviare validi spin-off a sostegno di una crescita futura costante e sostenibile. Le associazioni di categoria sono disponibili ad avviare qualsiasi confronto in merito ed a portare la loro esperienza e le buone pratiche avviate su numerosi territori”.
“Sentiamo una forte necessità di investimenti in ricerca – conclude la nota – di finanziamenti alle reti di collaborazione tra ricercatori ed imprese, di incentivazione per garantire la realizzazione di progetti d’impresa interessanti e meritevoli. Riteniamo che non ci sia niente di più importante che investire sui giovani per garantire un futuro a questo Paese”.CNA GIOVANI IMPRENDITORI –
“Forte preoccupazione per under 30.
Serve un cambiamento culturale che valorizzi i percorsi tecnici e i
lavori manuali”
“Condividiamo la preoccupazione espressa dal Presidente della Repubblica in merito ai dati Istat sul nuovo record di disoccupazione in Italia – scrivono in una nota – e, in particolare, sull’allarmante dato della disoccupazione giovanile. Un giovane su tre, tra i 15 ed i 24 anni, nel nostro Paese, non lavora e vive grandi difficoltà”.
“I giovani imprenditori di Cna condividono la preoccupazione espressa dal Presidente della Repubblica in merito ai dati Istat sul nuovo record di disoccupazione in Italia e, in particolare, sull’allarmante dato della disoccupazione giovanile. Un giovane su tre, tra i 15 ed i 24 anni, nel nostro Paese, non lavora e vive grandi difficoltà”. E’ quanto si legge in una nota di Cna Giovani Imprenditori.
“Siamo consapevoli che la situazione di crisi é grave – continua la nota – e che, nel nostro Paese, è la categoria degli under 30, o meglio oramai anche la categoria degli under 40, quella che si trova nella situazione di maggiore sofferenza. Si è costretti a rimanere in famiglia e a consumare i risparmi di una vita. Sempre più difficilmente ci si fa una famiglia propria, a danno dell’intero sistema Paese, in netto calo demografico, con conseguenze gravi anche per l’economia”.
“Riteniamo necessario un cambiamento culturale profondo – spiega la nota – che valorizzi la manualità in modo intelligente e produttivo. Il lavoro manuale non deve essere un ripiego, ma una interessante modalità di soddisfazione professionale. Occorre ripensare un modello di istruzione con precisi percorsi tecnici che siano un’alternativa vera ai percorsi umanistici. In quest’ottica, scuole e università
devono diventare laboratori di impresa, cantieri di collaborazione con il sistema imprenditoriale e utilizzare i loro canali per rintracciare risorse ed avviare validi spin-off a sostegno di una crescita futura costante e sostenibile. Le associazioni di categoria sono disponibili ad avviare qualsiasi confronto in merito ed a portare la loro esperienza e le buone pratiche avviate su numerosi territori”.
“Sentiamo una forte necessità di investimenti in ricerca – conclude la nota – di finanziamenti alle reti di collaborazione tra ricercatori ed imprese, di incentivazione per garantire la realizzazione di progetti d’impresa interessanti e meritevoli. Riteniamo che non ci sia niente di più importante che investire sui giovani per garantire un futuro a questo Paese”.

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