fab

Concessioni demaniali, accuse dai balneatori Cna

fabStravolgendo una decisione assunta dal Parlamento appena qualche settimana fa e tutto il lavoro di concertazione svolto con le parti sociali e i rappresentanti delle imprese turistiche, il governo Monti si appresta a stabilire per decreto che le concessioni demaniali marittime vadano all’asta. La denuncia arriva dal coordinatore nazionale di Cna Balneatori, Cristiano Tomei, che punta l’indice contro la bozza di decreto, allo studio dell’esecutivo, dedicata alle cosiddette liberalizzazioni in campo economico: un capitolo del quale sarebbe dedicato – secondo le anticipazioni fornite da autorevoli quotidiani nazionali – alla spinosa questione del rinnovo delle concessioni demaniali marittime. «La scelta di Monti, se verranno confermate le anticipazioni – attacca Tomei – è grave, perché ipoteca il futuro di migliaia di piccoli concessionari, mette in ginocchio un settore fiorente e peculiare dell’economia turistica nazionale. «In particolare – osserva – appare stupefacente la decisione di ricorrere allo strumento del decreto “prendere o lasciare”, se si considera che Camera e Senato a fine novembre avevano archiviato la procedura d’infrazione avviata a suo tempo dall’Unione europea contro la prassi del rinnovo automatico delle concessioni, ricorrendo all’adozione di un nuovo testo di legge, la cosiddetta “legge comunitaria 2010”. Uno strumento che avrebbe consentito di poter valutare con attenzione e serenità tutte le esigenze in campo e confrontarsi con forze politiche e sociali, secondo criteri e principi ispirati alla  salvaguardia delle ragioni legittime di chi, da anni, investe risorse e professionalità nella gestione delle nostre spiagge, valorizzando l’offerta turistica italiana e favorendo l’occupazione in modo stabile. A detta di Tomei, inoltre, destano perplessità alcune scelte del decreto anticipate a mezzo stampa: «La previsione di una durata quadriennale e non rinnovabile delle concessioni stesse, secondo quanto ipotizzato, apre la strada al rischio che nessuno sia interessato a investire: chi mai, infatti, deciderà di realizzare migliorie, sapendo che dopo soli quattro anni dovrà lasciare? Inoltre, le ragioni degli attuali gestori, cui viene riservato un teorico “diritto di prelazione”, ma a fronte di una parità di offerta, vengono di fatto annullate». Cna Balneatori chiede al governo di stralciare dalla bozza di decreto il capitolo-concessioni e alle forze politiche di far valere le proprie ragioni, a difesa delle prerogative del Parlamento e a tutela delle legittime ragioni dei concessionari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *