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Decreto, via le concessioni balneari

fabDal decreto “liberalizzazioni” del governo spariscono le concessioni demaniali marittime, il cui destino sarà regolato da un intervento ordinario del Parlamento, in linea con quanto deciso nel confronto tra forze politiche e sociali dei mesi scorsi. Lo afferma il segretario regionale della Fab-Cna, Cristiano Tomei, che prende atto con soddisfazione della saggia decisione dell’Esecutivo guidato da Mario Monti, di cancellare dalla bozza di decreto il capitolo sotto accusa, anche sulla base della protesta delle associazioni d’impresa che rappresentano il mondo dei concessionari italiani. «Del resto – rammenta Tomei – è stato lo stesso ministro del Turismo, Piero Gnudi, a dire con chiarezza che alcune delle ipotesi circolate inizialmente, in particolare sulla durata quadriennale delle concessioni, erano inconcepibili e assolutamente dannose per il sistema turistico nazionale». «Il ministro –  sostiene Tomei – ha convenuto con la nostra impostazione: chi volete possa mai investire sulle concessioni se il mandato, oltretutto non rinnovabile, dura appena quattro anni? Chi mai si sarebbe impegnato sapendo di dover lasciare dopo pochissimo tempo?». Adesso, a detta della Fab-Cna, la battaglia si sposta in Parlamento: il 23 febbraio è infatti in agenda l’incontro tra le associazioni d’impresa, che mantengono lo stato di mobilitazione della categoria, con lo stesso Gnudi e il collega di governo Moavero, ministro per Politiche comunitarie. Intanto, la Fab-Cna chiede all’assessore regionale al Turismo, Di Dalmazio – presente al vertice romano di fine febbraio con i colleghi delle altre Regioni – di sostenere senza riserve la posizione delle imprese turistiche. 

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