Ex Hotel dei Marsi, Cavasinni: “La classe dirigente dovrebbe facilitare le condizioni per attrarre investimenti”

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“In genere la classe dirigente e politica di un territorio dovrebbe, nel rispetto scrupoloso delle leggi e delle regole, facilitare – se non creare – tutte quelle condizioni economiche, amministrative, procedurali e promozionali per attrarre investimenti e consentire la realizzazione di iniziative imprenditoriali che possono portare benessere della collettività”. Questo è quanto afferma Pasquale Cavasinni, direttore della CNA di Avezzano, in merito alla polemica che si è creata attorno alla riconversione dell’ex Hotel dei Marsi. “Purtroppo” continua Cavasinni “con amarezza devo constatare che, nel nostro territorio, la politica e la cosiddetta classe dirigente sembra operi esattamente al contrario. I coraggiosi e lungimiranti imprenditori ed investitori soci della società Solidale srl, che hanno intrapreso un’iniziativa imprenditoriale in un nucleo industriale agonizzante da oltre un decennio, per via delle numerose e ripetute pubblicazioni che appaiono non proprio sostenitrici dell’iniziativa, potrebbero trovarsi nelle condizioni di essere messi sott’accusa dell’opinione pubblica (e quindi contesto sociale ostile) che potrebbe anche indurli a rinunciare all’intrapresa imprenditoriale”. “Nel ribadire il mio personale ed imprescindibile credo del rispetto scrupoloso delle leggi, delle normative, delle procedure” continua Cavasinni “ed essendo altrettanto convinto che gli attori di questa iniziativa siano persone serie e rispettose delle regole, tuttavia, ciò che mi preoccupa, mi lascia perplesso e temo è che la burocrazia o la voglia di autoreferenzialità potrebbe avere la meglio ancora una volta ed indurre, appunto, gli investitori a rinunciare all’iniziativa stessa”. “E’ risaputo di quanto gli imprenditori siano ostacolati dalla farraginosità burocratica ed è statisticamente provato che la burocrazia, con le proprie lungaggini, incide pesantemente sui bilanci delle aziende italiane in maniera particolarmente eccessiva tale da renderle scarsamente competitive” conclude Cavasinni “allora, perché non si prende atto con responsabilità che il nucleo industriale di Avezzano, probabilmente (mi permetto di pensare e scusatemi tanto lor signori) anche per i vincoli e le normative che ancora lo regolano, come struttura per lo sviluppo imprenditoriale, potrebbe non essere più funzionale ed attrattivo per iniziative imprenditoriali con strategie di mercato ed obiettivi completamente diversi da quelli del passato? Perché la politica e la classe dirigente non affronta seriamente questo tema: regolamentando in maniera adeguata ai tempi le possibilità d’insediamento di attività che hanno mercato, che possono generare nuova occupazione, ed offrire quei prodotti e servizi di cui hanno bisogno oggi comunità e cittadini? Quindi, nel caso di specie, suggerirei a chi legittimamente interroga di andare avanti, di verificare scrupolosamente se le procedure vengano rispettate e faccia del tutto per garantire che non si verifichino nè illeciti e neanche particolari agevolazioni, ma al contempo, che rifletta e agisca con pari intensità affinché la pubblica amministrazione crei nuove e attrattive condizioni procedurali che facilitino e agevolino nuovi insediamenti. E’ di questo che abbiamo bisogno se vogliamo risolvere i problemi economici e sociali del nostro territorio. Agli imprenditori chevogliono realizzare qualcosa d’importante in questa area geografica per le loro aziende e per chi potrebbe trovarvi occupazione chiedo di non scoraggiarsi e di non mollare pur nella consapevolezza che gli ostacoli da affrontare per fare impresa non sono solo quelli del mercato, del progetto, della finanza, ma anche quelli degli adempimenti e di un contesto sociale e di un’opinione pubblica verso la quale bisogna impegnarsi oltre la norma per conquistarsi fiducia, rispetto e consenso”.

 

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