Festival di Cannes 2018

Rinascimento Italiano
La 71 esima edizione del festival di Cannes si è conclusa, ed è stato emozionante vedere che i due film italiani in concorso: “Dogman” di Matteo Garrone e “Lazzaro felice” di Alice Rohrwacher siano stati premiati. Potrebbe essere vero, il cinema italiano starebbe riconquistando, con alcuni cineasti ed alcuni attori, quell’importante posizione nel palcoscenico mondiale che aveva perso da troppo tempo. Nel dettaglio Marcello Fonte Ha trionfato nella sezione miglior attore per il film “Dogman”, ispirato alla reale vicenda di cronaca nera del “canaro” della Magliana. Lo stesso Fonte, con quella sua espressone e quel volto neorealista ha commentato così il premio appena ricevuto: «Da piccolo quando ero a casa mia e pioveva sopra le lamiere, chiudevo gli occhi e mi sembrava di sentire gli applausi e ora li riapro e li applausi siete voi e sembra il calore di una famiglia, mi sento a casa e a mio agio con voi. La mia famiglia siete voi, ogni granello della sabbia di Cannes. E ringrazio Matteo (Garrone) che ha avuto il coraggio e la follia di volermi con sé»; la stessa regista Alice Rohrwacher è stata premiata nella categoria miglior sceneggiatura per la sua fiaba naturalista “Lazzaro felice”.

La palma d’oro
Ma la Palma d’oro è andata ben lontano, fino in Giappone. A vincerla il bellissimo “Un affare di famiglia” di Hirokazu Kore-eda, il racconto di una famiglia disfunzionale di Tokyo che vive rubando e sotto nasconde un segreto disarmante, indice che non tutti i legami più forti sono di sangue. Attraverso questo ritratto il cineasta ha messo in evidenza quanto anche il Giappone stia soffrendo di una povertà che fino a qualche anno fa sembrava imprevedibile. “Grazie di questo premio, credo nel cinema che sa far trovare in accordo anche Paesi che di solito si scontrano”.

Gli altri premi
La Miglior regia va a Pawel Pawlikowski per il suo “Cold War” e una Palma d’oro speciale va a Jean Luc Godard per “Le livre d’image”. A “Capharnaüm” di Nadine Labaki il Prix de la Jury e la regista libanese commenta: «Non possiamo girare la testa di fronte alla sofferenza di questi bambini». Il Gran Prix va Spike Lee per “BlacKKKlansman”. La Camera d’oro va a “Girl” del belga Lukas Dhont.

Lo scandalo Weinstein
Asia Argento è ritornata sul caso Weinstein: «Nel 1997 sono stata stuprata da Harvey Weinstein qui a Cannes, avevo 21 anni. l festival era il suo terreno di caccia. Perfino stasera, fra di voi, siedono coloro che devono rendere conto del loro comportamento nei confronti delle donne, che non può essere tollerato in questa o in nessun’altra industria. Sapete chi siete, ma soprattutto noi sappiamo chi siete e non vi permetteremo più di cavarvela così».

In conclusione
Ora non rimane che augurarci che questi ottimi film italiani non rimangano confinati nel cinema d’essai ma, anzi, possano essere fruiti da chiunque divenendo degli ottimi prodotti anche economicamente. Ciò testimonierebbe che il gusto dello spettatore medio si sta spostando dalle solite commediole e si possa ritornare ai grandi fasti del periodo neorealista. Sognare è lecito.

Dott. Andrea Ranaldi