teatro 5

HEDDA GABLER in scena al Teatro dei Marsi

teatro 5TEATRO STABILE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA / ENFI TEATRO

HEDDA GABLER il 3/02/2013 al Dei Marsi

di Henrik Ibsen

Regia di Antonio Calenda

Con Isabella Ragonese

Hedda, la bella figlia del generale Gabler, è una donna inquieta, che consuma la propria esistenza nel contrasto tra una mediocre realtà quotidiana e la soggettiva tensione verso il meraviglioso, da lei vissuto con la drammaticità di una nordica Madame Bovary. In Hedda, scrive Silvio D’Amico, c’è «la malinconia della femmina moderna, che si annoia, dopo di aver intravisto la gioia, la bellezza e perfino il genio nella perversione della sua intimità intellettuale ed estetizzante con il compagno di gioventù, lo scrittore Løvborg, che si compiaceva di confidarle anche i suoi stravizi». Scritta dal norvegese Henrik Ibsen (1828-1906) al culmine della propria attività drammaturgica, nel 1890, Hedda Gabler ha come protagonista un personaggio ricco di sfumature, affascinante per le sue contraddizioni e inesorabilmente votato alla tragedia. Sposata senza amore e per ragioni puramente economiche con il più scialbo dei suoi ammiratori, di ritorno dal viaggio di nozze Hedda torna a incontrare quello che era stato l’uomo dei suoi sogni. Ma Løvborg è molto cambiato, o almeno tale appare a lei che lo aveva idealizzato come un eroe romantico. Alcolista impenitente e assiduo frequentatore di bordelli, Løvborg ha ora ambizioni fondamentalmente borghesi e si compiace di comunicare a Hedda di aver finalmente scritto, grazie alla collaborazione di Thea Elvsted, l’opera che gli permetterà di diventare professore all`università, al posto di suo marito. Insieme delusa e gelosa a causa di questo annuncio, Hedda entra casualmente in possesso del manoscritto che Løvborg, ubriaco, ha una sera perduto e, invece di restituirlo al suo autore, vi costruisce intorno un intrigo romanzesco che inesorabilmente finisce con sfuggirle di mano. Il manoscritto e le pistole che erano appartenute al padre di Hedda diventano così i feticci intorno ai quali ruotano gli avvenimenti della seconda parte del dramma. E, mentre il primo finisce volontariamente bruciato nella stufa, le armi passano – sotto lo sguardo interessato del viscido giudice Brack – da Hedda a Løvborg per ricomparire tra le mani della protagonista in un finale che ormai non può essere altro che tragico. Tradizionale cavallo di battaglia di primedonne del teatro internazionale (da Eleonora Duse a Glenda Jackson e Fiona Shaw), Hedda Gabler trova ora un’intensa interprete in Isabella Ragonese che, dopo i successi cinematografici ( da Tutta la vita davanti a Il giorno in più) e sotto la guida del regista Antonio Calenda, torna sul palcoscenico che nella natia Palermo l’aveva vista impegnata sia come attrice sia come autrice e dove recentemente ha avuto occasione di essere applaudita come protagonista di La commedia di Orlando dal romanzo di Virginia Woolf.

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