Il ’68 a Cannes L’edizione più tormentata della Quinzaine

Ricordi di 50 anni

Mezzo secolo fa, in pieno maggio 1968, un indemoniato Jean-Luc Godard accompagnato dai colleghi cineasti Louis Malle, François Truffaut, Claude Lelouch, Roman Polanski, Carlos Saura bloccavano il Festival di Cannes.

Mettevano in pratica lo sconvolgimento del cinema “borghese”, sono preferibili le barricate alla Palma d’oro. Godard, uno dei principali esponenti della Nouvelle Vague , gridò ai non contestatori: «Io vi parlo di solidarietà agli studenti e agli operai e voi mi parlate di carrelli e primi piani: stronzi!».
Il suo movimento voleva abbattere il cinema borghese, il cinema dei “figli di papà”.

L’attacco
Godard, 87 anni, è tornato sulla Croisette in concorso con un nuovo film, l’ennesima provocazione: Le livre d’images, niente attori e solo immagini commentate da una voce fuori campo.
L’interruzione del Festival ha fatto venire alla luce, nel 1969, la Quinzaine des Réalisateurs, la sezione autonoma e pop che quest’anno celebrerà l’anniversario premiando con la Carrosse d’or il maestro Martin Scorsese e ospitando tre opere italiane: il corto “La lotta” di Marco Bellocchio, “Troppa grazia” di Gianni Zanasi, “La strada dei Samouni” di Stefano Savona.
Il presidente onorario di Cannes, Gilles Jacob, rimembra che nell’anno della contestazione, il Festival aprì con la proiezione di un film restaurato dal titolo profetico: “Via col vento”. Lui si trovava sulla Croisette come critico e dal 1978 in poi avrebbe lavorato al Festival costruendone il prestigio e la grandeur.

Gli sbarramenti
Mentre a Parigi si fanno barricate, mentre va in scena il famoso maggio francese , a Cannes imperversano le assemblee, i dibattiti, i tafferugli.
Approvano gli studenti e si confondono ai cineasti. Milos Forman ritira il suo film in gara “Al fuoco, pompieri!”. Monica Vitti e Terence Young si dimettono dalla giuria. Il 19 maggio il presidente di Cannes, Robert Favre Le Bret, asserisce chiusa prematuramente quella folle edizione, mentre la Francia è travolta da manifestazioni e scioperi.
Il Festival tornò nel 1969 più forte di prima e da allora i cineasti contestatori Godard, Polanski, Malle, Lelouch, hanno ripreso ad andarci vestendo lo smoking.

1-L’espressione Nouvelle vague, che comparve e ricorse sistematicamente sulla stampa non specializzata a partire dal febbraio del 1959, rimanda a un preciso periodo della storia del cinema francese, ossia la fine degli anni Cinquanta e gli inizi degli anni Sessanta, e definisce un fenomeno cinematografico complesso, costituito da un insieme più o meno circoscrivibile di autori, di avvenimenti, di film, di idee e di concezioni della regia. Lo scopo cinematografico della Nouvelle Vague era catturare “lo splendore del vero”, come disse Jean-Luc Godard nel periodo di critico ai “Cahiers du Cinéma”. A tale scopo nella realizzazione delle pellicole veniva eliminato ogni sorta di artificio che potesse compromettere la realtà: niente proiettori, niente costose attrezzature, niente complesse scenografie; i film vengono girati alla luce naturale del giorno, per strada o negli appartamenti degli stessi registi, con attori poco noti, se non addirittura amici del regista, e le riprese vengono effettuate con una camera a mano, accompagnata da una troupe tecnica essenziale costituita per lo più da conoscenti. Da Enciclopedia Treccani.
Uno degli slogan del maggio francese
Il termine maggio francese o maggio ’68 designa in maniera globale l’insieme dei movimenti di rivolta verificatisi in Francia nel maggio-giugno 1968. Questi eventi costituiscono un periodo ed una cesura significativi nella storia contemporanea francese, caratterizzati da una vasta rivolta spontanea, di natura insieme sociale, politica e anche filosofica, indirizzata contro la società tradizionale, il capitalismo, l’imperialismo e, in prima battuta, contro il potere gollista allora dominante. Scatenati da una rivolta della gioventù studentesca di Parigi che si estese al mondo operaio e praticamente a tutte le categorie della popolazione sull’intero territorio nazionale, gli eventi del ’68 restano il più importante movimento sociale della storia di Francia del XX secolo.

Dott. Andrea Ranaldi