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Il Durc non e’ autocertificabile

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durcIl Durc non è autocertificabile. CNA Costruzioni ha provveduto ad inviare una nota al Ministero dello Sviluppo Economico con la quale si chiede al Ministero di ribadire il principio della non autocertificabilità del Durc.  A tal proposito ecco quanto si legge nella nota inviataci: “In seguito alla segnalazione che alcuni enti locali stavano dando indicazioni positive in merito alla possibilità di sostituire il DURC con autocertificazioni, così creando confusione negli operatori del nostro settore, che avrebbero potuto avere conseguenze negative per loro. L’interpretazione di cui sopra è emersa sulla base della disposizione dell’ultima legge finanziaria (Legge di stabilità 2012 – 12 novembre 2011, n. 183) che ha introdotto nel decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, recante il testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, un nuovo articolo che dispone:
«   Art. 44-bis. (L) – (Acquisizione d’ufficio di informazioni)
     1. Le informazioni relative alla regolarità contributiva sono acquisite d’ufficio, ovvero controllate ai sensi dell’articolo 71, dalle pubbliche amministrazioni procedenti, nel rispetto della specifica normativa di settore.»    
Per le ragioni esposte nel documento inviato al Ministero si ritiene infatti che non sia possibile far discendere dalla nuova disposizione citata sopra la legittimità dell’autocertificazione della regolarità contributiva, nè nei rapporti con la pubblica amministrazione -ambito nel quale è semmai vigente l’obbligo per le amministrazioni destinatarie di tale documento di richiederlo direttamente ai soggetti normativamente legittimati ad emetterlo (INPS e INAIL o, nel caso di lavori edili, Casse Edili EdilCassa)-, nè nell’ambito dei rapporti privati in cui esso viene richiesto. Bisogna tenere presente che, poiché la regolarità contributiva è prevista in diverse situazioni come condizione per il regolare pagamento delle spettanze delle imprese che rappresentiamo, è opportuno che i comportamenti, pubblici e privati, siano improntati alla massima cautela, onde evitare ripercussioni negative da iniziative semplificatorie non legittime”.

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