La Giunta regionale chiude l’Arssa.

De Angelis: “Fatto gravissimo, si rischia degrado della struttura e si penalizzano associazioni e cittadini.

Il sindaco scrive al presidente Di Pangrazio: “Provveda a riaprire subito!”

“La Giunta regionale ha deciso di chiudere il complesso dell’Arssa. Ho appreso con preoccupazione che, a partire dal 4 maggio, non possono essere più autorizzate iniziative ed eventi culturali, condannando così la struttura a un rapido e inarrestabile degrado. Mi rammarica – spiega il sindaco Gabriele De Angelis – che tale scelta sia stata presa, come comunicato dalla nota inviata in data 3 maggio dalla direzione risorse e organizzazione della Giunta regionale al presidente del Consiglio regionale, a causa della mancata pronuncia della stessa presidenza del Consiglio regionale sulle determinazioni conseguenti alla mia richiesta di prorogare alle precedenti condizioni la gestione provvisoria da parte del Consiglio Regionale, almeno fino all’avvio e al completamento dei lavori del Masterplan. Con delibera della Giunta regionale n. 174 del 26 marzo scorso, è bene ricordarlo, gli accordi già sottoscritti tra Comune e Regione con regolare contratto di locazione del 22 dicembre 2015, erano stati modificati unilateralmente dalla Regione. Tale atto, inatteso quanto irrituale, ha reso insostenibile – in primis sul piano economico – la presa in carico da parte dell’amministrazione comunale dell’imponente complesso immobiliare, il cui costo di gestione è stato valutato intorno ai 200mila euro l’anno. Tanto più alla luce delle nuove esigenze sollevate dalla Regione, come l’esclusivo uso di alcune stanze a fini di mera rappresentanza e dal collocamento arbitrario all’interno della struttura di associazioni e collegi professionali non culturali privi di alcun titolo concessorio. Ho scritto in data odierna una lettera al presidente Di Pangrazio – rende noto il primo cittadino – affinché, coerentemente con le dichiarazioni pubbliche con cui ribadiva l’importanza in termini di polo culturale dell’ex Arssa, assuma con tempestiva sollecitudine gli atti necessari a far riaprire il prezioso complesso, sottraendolo a una paralisi che penalizzerebbe associazioni e cittadini, privando la città di un irrinunciabile punto di riferimento, soprattutto in vista dell’estate e delle manifestazioni che negli ultimi anni hanno rappresentato un momento di aggregazione e intrattenimento per moltissimi marsicani”.