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La riforma pensionistica nel decreto Salva Italia

logo cnaIL PATRONATO EPASA/CNA INFORMA:

Il Decreto- legge 06 dicembre 2011 n. 201 cosiddetto Salva Italia ha previsto pesanti riforme per il Sistema Pensionistico Italiano.

Nello Specifico:

1. E’ stato adottato il sistema contributivo per tutti quelli che dal 2012 andranno  in pensione per cui a seconda di dove si  collocano i contributi che una persona ha, viene calcolata la pensione pro-rata. (Per la situazione individuale con eventuale calcolo rivolgersi al Nostro Patronato). In generale si può comunque dire che, chi andrà in pensione nei prossimi anni, non subirà grandi perdite mentre coloro che ci andranno più in là sentiranno qualche differenza.

2. E’ stato abolito il sistema delle quote e della finestra scorrevole per il pensionamento d’anzianità dal 2012 per cui le donne potranno andare in Pensione Anticipata, indipendentemente dall’età, con 41 anni e 1 mese di contributi  mentre gli uomini ci andranno con 42 anni ed 1 mese di contribuzione – che  saranno ulteriormente aumentati di 1 mese nel 2013 e di un altro mese nel 2014. Per chi andrà in pensione prima dei 62 anni la pensione sarà decurtata  dell’1 % per ogni anno che manca per arrivare ai 62.

3. E’ stata tolta la cosiddetta finestra scorrevole per chi va in pensione di vecchiaia ma sono state adottate nuove età anagrafiche con aumenti assai significativi. Nello specifico dal 2012 le donne del settore privato andranno in pensione se hanno almeno 62 anni di età mentre le colleghe autonome ci andranno se in possesso di almeno 63 anni e 6 mesi. Gli uomini invece siano essi del settore pubblico o privato, autonomi o dipendenti ci andranno se hanno almeno 66 anni di età. Fermo restando per tutti il requisito contributivo dei 20 anni di contributi. Tali variazioni anagrafiche sono destinate ancora a cambiare perché nel 2018 sia gli uomini che le donne del settore pubblico o privato siano essi autonomi o dipendenti  dovranno andare in pensione se in possesso di un’età anagrafica di 66 anni e 7 mesi.

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