L’Aia dei Musei accoglie la mostra “Tracce preziose dalla città perduta” e “I love Abruzzo – il gioiello”, l’ultima creazione di Giuliano Montaldi

L’Aia dei Musei accoglie la mostra “Tracce preziose dalla città perduta” e “I love Abruzzo – il gioiello”, l’ultima creazione di Giuliano Montaldi. Ha destato attenzione e stupore ieri l’esposizione dei gioielli del maestro orafo presentati dal vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro, dal vice sindaco, Lino Cipolloni, dall’onorevole Stefania Pezzopane, da Emanuela Ceccaroni, funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia dell’Abruzzo, da Carmine Malandra archeologo specializzato nel Medioevo. Da uno studio attento della storia e dell’archeologia abruzzese Montaldi è riuscito a ricreare alcune decorazioni della tradizione orafa e decorativa oggi quasi del tutto scomparse. A fare gli onori di casa Flavia De Santis che ha illustrato le attività della struttura museale e gli obiettivi perseguiti nel tempo per dare spazio agli artisti marsicani. “Montaldi non crea gioielli per creare preziosi fini a se stessi”, ha spiegato il vescovo Santoro, “ma gioielli che siano voce e occhi della nostra terra e della nostra storia. Le sue opere suscitano stupore ovunque. Non potevo mancare e non solo per amicizia personale ma soprattutto perché ho avuto modo di stimare la persona, l’uomo e l’artista. I gioielli di Montaldi sono rivisitazione in chiave artistica delle bellezze architettoniche e naturalistiche della nostra terra”. Il vice sindaco Cipolloni ha dato piena disponibilità a potenziare l’offerta dell’Aia dei Musei per poter omaggiare “artisti come Montaldi che inorgogliscono la città”. L’onorevole Pezzopane ha espresso gratitudine e stima nei confronti del maestro orafo che attraverso le sue creazioni permette di portare l’Abruzzo nel mondo. “Ho colto subito una grande energia e una grande preziosità di questi gioielli che raccontano la storia della nostra terra”, ha commentato l’onorevole, “mi auguro che ci sia un successo non solo dal punto di vista materiale ma anche morale affinché i nostri simboli possano viaggiare e rappresentare quello che siamo stati e quello che saremo”. Ceccaroni e Malandra si sono soffermati sull’aspetto storico e archeologico dei simboli che Montaldi studia e ripropone nei suoi preziosi come il bracciale in terracotta della dea Angizia che il maestro orafo ha realizzato ed esposto alla mostra. Molto apprezzato “I love Abruzzo, il gioiello”, l’ultima creazione di Montaldi, un bracciale e una collana che si compongono con i simboli della regione verde d’Europa: la natura, la statuaria, l’amore, il mare e l’impegno. La mostra rimarrà aperta fino al 6 maggio dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, sabato e domenica dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19, lunedì chiuso