Lettera a Luciano D’Alfonso: CNA, Confartigianato, Casartigiani, CLAAI Abruzzo per finanziamenti all’Artigianato

Signor Presidente,
facciamo seguito all’incontro del 25 agosto scorso in cui, a margine della discussione sulle società partecipate della Regione, Ella ci ha comunicato che, grazie alla possibilità di “spalmare” il debito sanitario dell’Abruzzo su un arco di tempo trentennale, anziché decennale, si libererebbero risorse per circa 35/37 milioni di euro annui che la Regione avrebbe intenzione di destinare a favore dello sviluppo.
Nella stessa riunione ha chiesto ai presenti di avanzare proposte per l’utilizzo di queste somme che costituiscono, dopo molti anni, risorse dirette di cui la Regione stessa ha piena disponibilità.
Le proponiamo di destinare parte di questi fondi a favore di un settore, l’Artigianato, che in questi anni di crisi ha conosciuto difficoltà molto rilevanti, e di cui in più occasioni abbiamo avuto modo di confrontarci con la sua Giunta. L’ultima, unitariamente alle Organizzazioni Sindacali, tenuta a dicembre dell’anno scorso, con l’avvio della cosiddetta “Vertenza Artigianato Abruzzo”. Abbiamo inviato un documento, che Le rialleghiamo, in cui oltre a fare presente i dati drammatici del settore (5.200 imprese e 12.000 addetti in meno negli ultimi 6 anni e una percentuale negativa doppia dell’Italia) avanzavamo anche una serie di proposte per rilanciare un comparto che conta in Abruzzo 32.000 imprese e 74.000 addetti complessivi.
Ricordiamo innanzitutto che la regione Abruzzo ha varato il 20/10/2009 la nuova legge regionale quadro sull’artigianato, la n° 23, molto innovativa all’epoca che, per carenza di fondi ordinari dovuta al disavanzo della sanità, non ha mai potuto godere di alcuna risorsa per funzionare.
Con la presente, pertanto, Le proponiamo di finanziare le seguenti azioni / iniziative.

 destinare 2 milioni di euro per l’abbattimento interessi sulle operazioni garantite dai Confidi a favore delle imprese, integrando le risorse importanti previste sui fondi POR/FESR 2014/20 per la parte relativa alla garanzia;
 destinare 2 milioni di euro per rifinanziare il fondo di garanzia di riassicurazione regionale gestito da Artigiancassa che consentirebbe di sostenere operazioni a favore delle imprese artigiane per un importo di oltre 40 milioni di euro;
 destinare un milione di euro per finanziare la “trasmissione di impresa” il cui regolamento è stato approvato dalla Giunta regionale con deliberazione n° 613 del 21 luglio 2015, ed è quindi già ienamente operativo. Si tratta della possibilità di trasferire un’azienda valida ed efficiente da un imprenditore che cessa la propria attività – perché non ha eredi o parenti prossimi in grado di ereditarla – a giovani che
vogliano rilevarla. Vari studi hanno indicato che questa tipologia di impresa ha maggiori possibilità di rimanere sul mercato rispetto ad una di nuova costituzione.
 destinare 2 milioni di euro all’aiuto allo “Start Up”. Anche qui il regolamento è stato predisposto ed approvato con la delibera n. 613 del 21 luglio 2015. L’obiettivo è far rimanere sul mercato le imprese che nascono ma che, purtroppo, per carenza di servizi di accompagnamento adeguati, cessano la loro vita nei primi tre anni di vita in misura superiore al 50%. Per dare una idea dei numeri di cui parliamo, nel 2016 si sono iscritte all’artigianato 1.804 imprese e ne sono cessate 2.466 (-662), mentre nei primi 6 mesi del 2017 gli iscritti sono stati 984 e i cancellati 1.388 (-404). Con le azioni di questa misura si può utilmente prevedere di abbassare significativamente questa percentuale.
 destinare 300 mila euro alla “formazione” ed in particolare per favorire, così come avviene da tempo in altre regioni, l’integrazione tra Fondartigianato (Fondo Interprofessionale per la formazione dei dipendenti delle imprese artigiane) e le risorse regionali, in modo da garantire una formazione specifica e di qualità ai dipendenti e ai datori di lavoro;
 destinare 300 mila euro per “l’apprendistato professionalizzante” nel settore artigianato attraverso il meccanismo dei voucher;
 destinare un milione di euro alla misura della “bottega-scuola”. Un istituto tipico dell’artigianato previsto all’art. 25 della legge quadro e che non può essere comparata al programma “Garanzia giovani”, poiché è di durata triennale e l’allievo, in un lasso di tempo così lungo, acquisisce le competenze necessarie per continuare a lavorare, con adeguata qualifica, nell’azienda che lo ha ospitato oppure avviare una attività in proprio.
 destinare 800 mila euro ai “CAT” “Centri di Assistenza Tecnica” previsti nella legge regionale n. 23/09. Anche in questo caso il regolamento è vigente ed è stato approvato con delibera della Giunta Regionale n.612 del 21 luglio 2015.
 destinare un milione di euro per “l’artigianato digitale” (misura citata espressamente nel nuovo programma industria 4.0) in modo da favorire tutte quelle imprese artigiane che, attraverso il processo di digitalizzazione, introducano l’uso delle nuove tecnologie nella loro attività. Questa operazione è fondamentale sia per superare l’handicap dovuto alla ridotta dimensione dell’impresa e quindi le infinite possibilità di connettersi con il mondo attraverso il commercio elettronico, l’uso dei social media, l’introduzione di nuove tecnologie, in un contesto in cui il mercato e la produzione si vanno orientando non più verso prodotti standardizzati, ma al contrario sempre più personalizzati, esaltando quelli di eccellenza tipici della creatività artigiana. Questa misura dovrà servire anche a collegare le imprese con i
Digital Innovation Hub e i Competence Center previsti nel programma nazionale Industria 4.0. I soggetti attuatori vengono individuati nei CAT.
 destinare 300 mila euro alle imprese “dell’artigianato artistico” e alle sue produzioni che, insieme ai prodotti tipici dell’agroalimentare, rappresentano il vero biglietto da visita del territorio, una leva potenziale da utilizzare per lo sviluppo turistico dell’Abruzzo. Anche in questo caso bisogna “rianimare” tutte quelle attività ed organismi, di esclusiva competenza della Regione, in grado di dare senso a questo ragionamento: “l’osservatorio sull’artigianato artistico”, “il disciplinare delle lavorazioni artigianali”, la definizione di “Maestro Artigiano”, il “marchio di qualità”.
Tutte attività già svolte e definite, e nella piena disponibilità dell’assessorato alle Attività produttive.
L’insieme di tutte queste azioni assorbe meno di 11 milioni di euro ma impatta su oltre 3.500 imprese artigiane, un numero rilevantissimo rispetto alle somme impiegate e che dovrebbero creare tra 500 e 700 nuovi posti di lavoro tra dipendenti e autonomi.
Con la presente Le chiediamo pertanto di prevedere l’assegnazione delle risorse alle misure richieste dichiarandoci contemporaneamente disponibili ad incontrarLa per spiegarle direttamente il contenuto delle misure e la loro portata per il rilancio dell’Artigianato e dell’intera economia regionale.

Cordiali saluti.

Pescara, 14 settembre 2017