PERMESSO DI SOGGIORNO PER MINORE ETÀ

Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 6191 del 29 dicembre 2017, ha accolto l’appello contro una decisione di diniego del permesso di soggiorno per minore età nei confronti di uno straniero che, privo di documenti, durante le fasi di sbarco, si era autodichiarato maggiorenne, salvo poi rivelatosi minorenne. Il Consiglio di Stato ha ricordato che, al fine di evitare il rischio di ledere i diritti inviolabili del minore, discendenti sia dal nostro ordinamento che da quello internazionale (convenzione di New York del 1989, art. 28 Testo Unico Immigrazione, circolare del Ministero dell’interno del 9/7/2007), ed in presenza di seri elementi dai quali desumere la minore età del ricorrente, quali in particolare, la sua sottoposizione a tutela da parte del Tribunale per i minorenni, l’Amministrazione era tenuta a svolgere una adeguata istruttoria prima di provvedere negativamente sull’istanza di rilascio del permesso di soggiorno per minore età, nonostante i dati in suo possesso deponessero nel senso della maggiore età dell’interessato. La situazione oggettiva di dubbio sull’età anagrafica del ricorrente, avrebbe dovuto indurre l’Amministrazione a rivolgersi al Tribunale per i minorenni affinché disponesse i necessari accertamenti sanitari sul minore, al fine di individuare nel modo più attendibile possibile la sua reale età anagrafica, salva la possibilità di far ricorso al criterio sussidiario della presunzione della minore età, applicabile in caso di persistente incertezza sull’età effettiva. Il concetto di autoresponsabilità, conseguente a quanto dichiarato nel modulo redatto al momento dell’arrivo in Italia provenendo dalla Libia, al quale ha fatto cenno il Tar, può valere nel caso di un soggetto maggiorenne, ma non certamente quando si tratta di un soggetto che è stato ritenuto dal Tribunale per i minorenni minore di età, che è quindi privo della capacità di agire, e come tale è stato sottoposto a tutela.

Fonte: Consiglio di Stato