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Premio Angitia dei Marsi, 7 compagnie teatrali in gara al Castello

teatro 6Su il sipario al Castello Orsini Colonna, parte la III edizione della rassegna di teatro amatoriale “Premio Angitia dei Marsi” organizzata dall’associazione Je Furne de Zefferine con il patrocinio del Comune di Avezzano: la rassegna, che apre i battenti sabato, alle 21, vedrà salire sul palco sette gruppi: 5 compagnie abruzzesi, una laziale e una siciliana, il Velarium di Palermo, -compagnia proveniente dalla Sicilia nell’ambito di uno scambio culturale- che aprirà la rassegna teatrale con in palio l’ambito “Premio Angitia dei Marsi”. Nell’ambito della rassegna verranno inoltre assegnati altri premi di merito e un riconoscimento di “gradimento” stabilito mediante votazione espressa dal pubblico degli abbonati presenti in sala. La carrellata di appuntamenti chiude i battenti il 17 marzo 2013. Il mese prima, a febbraio, l’Associazione Teatrale JE FURNE DE ZEFFERINE, dopo le esperienze degli anni passati, in cui ha organizzato scambi culturali con il Canada e gli USA, restituirà la visita ai colleghi di Palermo. La Commissione Tecnica che valuterà l’operato degli artisti per l’assegnazione dei premi, ai quali va l’incondizionato ringraziamento da parte dell’Associazione organizzatrice, è composta dai sigg.ri Gabriele Ciaccia, Angelo Melchiorre, Filippo Fabrizi, Walter Spera e Franca Di Cicco, i quali hanno accettato di buon grado ed in modo totalmente gratuito l’oneroso compito. L’abbonamento per 7 spettacoli il cui costo è di € 50,00 è in prevendita presso: La Botia Noa – Avezzano e Libreria La Sorgente – Avezzano. Il biglietto unico di ingresso del costo di €10 è reperibile presso il Castello Orsini due ore prima di ogni spettacolo. Info: 333-7461600 e cinipa@tiscali.it.

CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI 

24/11/2012 ore 21,00 – Gruppo Teatrale VELARIUM (Palermo) “E comu veni si cunta” di Cesare Fasciana Nota di regia: Gentile pubblico, non chiedetevi e non cercate di dare una spiegazione agli eventi ed ai fatti che la famiglia Stagnola si ritroverà a vivere. Non esiste un perchè. L’unica certezza sarà “Comu veni si cunta” ovvero, come pensate che finisca, si racconterà. Turibio Stagnola, semplice e modesto impiegato comunale, è l’ultimo erede del Conte Aristide Scornavacca, tenebroso e temuto nobile fiorentino vissuto ai tempi di Dante Alighieri. Quest’ultimo, ha lasciato all’ultimo dei suoi eredi Turibio, una grossa somma di denaro liquido, nonchè un antico castello ubicato sulle colline toscane di Collefreddo. Turibio, convocato dal Notaio, per ricevere la fortunata eredità, si ritroverà il solo castello, per il pagamento di tasse e spese notarili. Giunti al castello si ritroveranno a vivere tra il reale e l’irreale, catapultati nel tempo passato e succesivamente reinseriti nel presente, ma ignari di vivere in un’altra dimensione. Regia di Cesare Fasciana  

08/12/2012 ore 21,00 – Compagnia teatrale I MARRUCINI (Chieti) “La Viggilie de Natale” di Antonio Potere. Tutta la storia si svolge in casa di Antonio Granturco, di professione macellaio. Una famiglia benestante e normale…in cui il figlio… con le sue manie di grandezza… mette in crisi il ménage famigliare, creando situazioni paradossali e comiche. Regia: Antonio POTERE “I Marrucini”, nella loro trentennale storia teatrale hanno effettuato oltre “mille” repliche dei lavori proposti in tutto L’Abruzzo e fuori regione. La compagnia vanta inoltre un ricco curriculum, fatto di premi conseguiti nei numerosi teatri che l’hanno ospitata. Da tre anni viene invitata al concorso teatrale “ Torneo Applausi” che si svolge a Napoli ricevendo attestati e consensi unanimi dal pubblico e critica presente nella serata conclusiva, ed è stata chiamata a rappresentare una “piece” su Gabriele D’Annunzio” ai Giochi del Mediterraneo 2009 svoltosi allo stadio Adriatico di Pescara. Regia: Antonio Potere  

12/01/2013 ore 21,00 – ” GLI AMICI DELLA SALETTA” (Pescara) “Eulalia” scritto e diretto da Franca Arborea. “Eulalia” è una commedia brillante in due atti e un quadro, in vernacolo pescarese. La commedia soffia allegramente su questi temi: marito scioperato, truffaldineria della negromante, dileggio per la disabilità intellettiva, superego dei protagonisti. L’azione si svolge al tempo attuale. La materna idea di progettare matrimoni per le proprie figliuole, brutte ed incapaci, trova in Eulalia la predisposizione organizzativa alla scalate sociali delle stesse. Cartomanti, millantati parenti ricchi, equivoci, imbonitori sfumate eredità. Nonostante gli accadimenti precipitino, ella non demorde e l’epilogo non può che trovare Eulalia impreparata dalle sue stesse subdole manovre. L’epilogo sorprenderà. Regia: Franca Arbrea  

27/01/2013 ore 17,00 – LA BOTEGA DEL SORRISO – (Teramo) “Pijemece no cafè” – di Enzo D’Angelo e Tonino Ranalli Prendiamoci un caffè” è una frase comune, molto comune in Italia. Fa pensare subito ad un gesto di amicizia, ad un momento conviviale, comunque a qualcosa di piacevole. Ecco, “Pijemice nu cafè”, la nuova commedia di Tonino Ranalli ed Enzo D’Angelo, che La bottega del sorriso porta in scena quest’anno, ha l’ambizione di essere ancora un volta “qualcosa di piacevole”. Qui ritroverete tutti gli ingredienti che la compagnia ha distribuito a piene mani negli anni passati, personaggi particolari, una storia originale, colpi di scena e naturalmente tante, ma tante risate. Con “Pijemice nu cafè” la compagnia vuole invitare il pubblico ad entrare in una nuova casa per conoscere i personaggi che la popolano ed a condividere le vicende di una famiglia singolare. Siamo negli anni ’70, la famiglia Cancella torna dal funerale di una vecchia zia e nel breve spazio di due giorni la sfortuna sembra accanirsi contro di essa. Gli avvenimenti, gli equivoci e le vicissitudini negative sono così tante che il finale può essere solo… Una galleria di personaggi caratteristici, interpretati dai soliti volti noti, vi condurrano sempre sul filo del divertimento, anche a riflettere sulla vita Regia: Enzo D’Angelo e Tonino Ranalli  

09/02/2013 ore 21,00 – Associazione Culturale H DEMIA – (Tivoli terme) “Il Cilindro” di Eduardo De Filippo “Il Cilindro” atto unico composto da Eduardo De Filippo nel 1965. La commedia ha come sfondo l’Italia degli anni ’60 fra il boom economico e la perenne crisi della disoccupazione. Il cilindro, ben spiegato da “Agostino” nella commedia, è una rappresentazione del potere, atto ad intimidire gli ignoranti per la sua sola “potenza” evocativa. Esso può essere visto anche come una sorta di “maschera pirandelliana”, laddove il personaggio di Agostino la indossa per difendersi e rappresentare qualcosa che egli non è. Il cilindro è l’unica commedia di Eduardo in cui compare, parimenti all’uso dell’italiano e del napoletano, un terzo idioma: il dialetto romanesco.  

03/03/2013 ore 17,00 – IL GRUPPO DELL’AQUILA (L’Aquila) “ ‘Nu tirchiu galantome” di Rossana Crisi Villani Ambientata agli inizi del ‘900 la commedia presenta uno spaccato familiare nel quale varie vicende vengono simpaticamente raccontate mentre due muratori –ju mastru e la mezzacucchiara- svolgono lavori di ammodernamento di ‘nu quartinu de casa. Una commedia in costume che però ha la sua valenza anche se trasportata al giorno d’oggi. Se è vero, poi, che Federico è riuscito a dilapidare un patrimonio con il vizio-malattia del gioco, è altrettanto vero che ha uno zio veramente ricco che, però, ha il difetto di essere tanto tirchio da meritare il soprannome di Saccoccia a ciammarica e di vivere quasi come un accattone pago del rispetto degli altri che, però, dietro lo dileggiano. Uno zio tirchio ma galantuomo e, quindi, tutta la vicenda potrebbe facilmente avviarsi ad una piacevole veloce conclusione, però… -in ogni commedia ci sono vari però- …bisognerà anche fare i conti con le ddu’ ‘mpicciòne e con la determinatezza della governante che da sempre ha scandito i tempi della vita di questa famiglia. La regia è affidata alla Autrice con l’ausilio di Franco Villani. Una regia a due mani che ha avuto l’intenzione precisa di rendere credibili, teatralmente parlando, i personaggi che si agitano nella vicenda del tirchio galantuomo.  Regia: Rossana Crisi Villani  

17/03/2013 ore 17,00 – Premiazione dei vincitori della Rassegna.

Seguirà JE FURNE DE ZEFFERINE con “Finché mòrte ‘n gé separa” di Sergio Marolla. Giovanni è un impiegato dell’Ufficio Nettezza Urbana del Comune, nonché pittore dilettante. Questa sua innata passione per la pittura è continuamente svilita e disprezzata dalla moglie Margherita e dai cognati Gelsomina e Vittorio che abitano in casa con lui, a causa dell’eterno stato di indigenza della coppia dovuta alla cronica mancanza di un lavoro, in verità, ricercato senza troppo affanno da parte di Vittorio. Quando la notizia che a Giovanni restano solo pochi mesi di vita a causa di un brutto male, giunge a casa durante una sua temporanea assenza, i suoi familiari decidono di tenergli nascosto l’atroce destino, deducendo di fargli vivere quel poco tempo che gli resta nel miglior modo possibile, esaudendo ogni suo piccolo desiderio. Giovanni però non comprende questo cambiamento di atteggiamento nei suoi confronti e c’è una domanda ricorrente alla quale non riesce a dare una risposta: “Perché chi mi ha sempre denigrato, ora mi tratta da re?”. La risposta non tarderà ad arrivare. Regia: Franca Di Cicco  

Cenni storici di ANGITIA: Sulle rive del lago del Fucino sorgeva un’antica città chiamata Angizia una citta preromana abitata dai marsi. Dopo l’accordo con Roma gli abitanti di Angizia divennero fieri alleati dell’impero romano e si distinsero sia in battaglia che in pace, essi erano ritenuti ottimi curatori, e pare che fossero specializzati nel curare i morsi dei serpenti. Il nome Angizia deriva dalla Dea che gli abitanti adoravano, ed alla quale era stato edificato un tempio. La Dea era sorella della piu’ famosa Maga Circe che viene raffigurata con la testa ricoperta da serpi e si dice che pietrificasse gli uomini al solo sguardo. I molti reperti venuti alla luce nel tempo, danno testimonianza dell’importanza del sito archeologico, reperti che sono attualmente custoditi nel museo storico di Chieti.

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