PROTEZIONE INTERNAZIONALE E MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI

Le nuove norme in vigore dal 31 gennaio 2018.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 gennaio 2018 il decreto legislativo n. 220 del 22 dicembre 2017, recante  disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142, relativamente alle commissioni per il riconoscimento della protezione internazionale e ai minori stranieri non accompagnati  

Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale

In primo luogo (art. 1) il nuovo provvedimento interviene sulla struttura delle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale che, a partire dal prossimo 31 gennaio avranno una nuova composizione con l’introduzione di funzionari amministrativi nominati dal Ministero dell’Interno. Si tratta di 250 funzionari specializzati assunti in base al decreto legge 17 febbraio 2017, n. 13, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 aprile 2017, n. 46. Nelle Commissioni territoriali non saranno quindi più presenti funzionari della Polizia di Stato, né rappresentanti degli enti locali. Con le modifiche introdotte, ogni Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale sarà quindi formata da un funzionario della carriera prefettizia (con funzioni di presidente), un esperto in materia di protezione internazionale designato dall’Unhcr e quattro funzionari amministrativi (ulteriori funzionari potranno essere assegnati in rapporto al numero di domande). Ai funzionari amministrativi specializzati, viene affidata, tra l’altro, la funzione di presenziare al colloquio personale con il richiedente asilo e di istruirne la domanda, sottoponendo alla Commissione territoriale la proposta di deliberazione. Il colloquio personale del richiedente asilo costituisce una delle fasi principali del procedimento di esame della domanda da parte della commissione territoriale. L’audizione dell’interessato può essere omessa solamente qualora la commissione ritiene di avere sufficienti motivi per accogliere la domanda oppure in presenza di gravi motivi di salute del richiedente (art. 12, D.lgs. 25/2008). La disposizione vigente prevede che il colloquio si svolge di norma alla presenza di uno solo dei componenti scelto tra coloro che hanno una specifica formazione e possibilmente dello stesso sesso del richiedente. Costui sottopone la deliberazione alla Commissione che assume la decisione. Su determinazione del Presidente, o su richiesta dell’interessato, preventivamente informato, il colloquio si svolge innanzi alla Commissione. Il nuovo provvedimento ha anche apportato modifiche alla disciplina della Commissione Nazionale per il diritto di asilo, le cui funzioni vengono integrate con il compito di monitorare la qualità delle procedure e delle attività delle Commissioni territoriali e di rendere parere sulle nomine dei membri delle predette commissioni. La Commissione Nazionale per il diritto di asilo ha competenza in materia di revoca e cessazione degli status di protezione internazionale già riconosciuti (art. 5, D.lgs. 25/2008). La Commissione Nazionale inoltre ha compiti di indirizzo e coordinamento e formazione dei componenti delle commissioni territoriali, nonché di formazione e aggiornamento dei componenti delle commissioni. Essa collabora con altri organismi istituzionali nonché con gli analoghi organismi dei Paesi membri dell’Unione europea e provvede ad aggiornare una banca-dati informatica per il monitoraggio delle richieste di asilo nel nostro Paese. La Commissione Nazionale è composta da cinque membri, è presieduta da un prefetto e ne fanno parte dirigenti della Presidenza del Consiglio, del Ministero gli affari esteri, Ministero dell’interno (Dipartimento libertà civili e immigrazione e Dipartimento di pubblica sicurezza) e un rappresentante dell’UNHCR con funzioni consultive.

 Disposizioni in materia di minori stranieri non accompagnati

Il decreto del 22 dicembre 2017 introduce (art. 2) anche alcune modifiche alle disposizioni sui minori stranieri non accompagnati, in primo luogo attribuendo al Tribunale per i minorenni, anziché al giudice tutelare, il potere di nominare il tutore del minore non accompagnato. In pratica, in un’ottica di razionalizzazione del sistema, vengono concentrate tutte le fasi procedimentali giurisdizionali relative ai minori stranieri non accompagnati presso uno stesso giudice, individuato nel tribunale per i minorenni, evitando così l’avvio di un doppio procedimento presso due distinti uffici giudiziari, ossia quello del giudice minorile e quello del giudice tutelare. In proposito, si ricorda che nel corso dell’ultima legislatura il quadro normativo in materia di minori stranieri è stato arricchito di numerose disposizioni di rango legislativo. Specifiche disposizioni sull’accoglienza dei minori non accompagnati sono state introdotte dal D.Lgs. n. 142/2015, con cui è stata recepita la direttiva 2013/33/UE relativa all’accoglienza dei richiedenti asilo (c.d. direttiva accoglienza). Il decreto ridisegna il sistema di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, prevedendo disposizioni vertenti in particolare sull’accoglienza delle persone vulnerabili, primi fra tutti i minori non accompagnati (si cfr. art. 18, 19, 19-bis e 21 del D.Lgs. n. 142/2015). Tali disposizioni sono state in parte modificate ed implementate dalla successiva legge n. 47 del 2017 che, a completamento del quadro normativo esistente, contiene disposizioni volte a rafforzare le tutele dei minori non accompagnati garantite dall’ordinamento (identificazione e accertamento dell’età; sistema di accoglienza integrato; sistema informativo nazionale e cartella sociale; indagini familiari e rimpatri volontari assistiti; tutori volontari e affido familiare; tutele in materia di istruzione e salute; c.d. prosieguo amministrativo fino ai 21 anni) ed a garantirne uniformità di applicazione sul territorio nazionale. Un’altra novità introdotta dal decreto del 22 dicembre,2017  è rappresentata dalla individuazione del Tribunale per i minorenni quale autorità competente ad emettere il provvedimento attributivo dell’età del minore nei casi di fondati dubbi sull’età dichiarata dal minore, secondo la procedura disciplinata dall’articolo. 19-bis del D.Lgs. n. 142/2015. L’attuale formulazione della disposizione richiamata, infatti, pur disciplinando il procedimento di identificazione, non esplicita l’autorità che emana siffatto provvedimento. La lacuna è colmata con una novella al comma 9 dell’articolo. 19-bis (art. 2, comma 1, lett. b).