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Redditometro, sale la febbre

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soldiÈ subito febbre da redditometro. L’agenzia delle Entrate ha “blindato” la sperimentazione, ha chiuso il programma di calcolo ai singoli utenti e a quanto risulta non sono state fornite nemmeno risposte ai dati già presentati. Ma non è stato sufficiente. Voci continue di supercontrolli non fanno altro che spaventare i contribuenti. L’ultima voce  parla di un comunicato di smentita dell’Agenzia delle Entrate che riguarda i coefficienti per le polizze assicurative.
Sarebbero, infatti, in circolazione software che applicano un coefficiente elevatissimo (pari a dieci volte l’importo pagato) ai premi delle assicurazioni. E sembra che, sulla base di questo software, alcuni consulenti stiano consigliando ai loro clienti di non pagare i premi e rescindere le polizze.
Le voci, però, quando cominciano a diventare correnti incontrollabili, rischiano di creare problemi seri. Per questo l’agenzia delle Entrate ha dovuto precisare che questi software con i loro coefficienti non hanno fondamento. C’è chi assicura che il nuovo redditometro non funziona più per coefficienti, a differenza del vecchio. Non si tratta, in ogni caso, della prima “indiscrezione” sul redditometro.
Gira voce, per esempio, che alcuni contribuenti si stiano disfacendo alla spicciolata dei Suv più costosi. Un comportamento non molto assennato, se si considera che il redditometro “pescherà” anche nelle dichiarazioni pregresse, a partire dall’anno d’imposta 2009. E che, anzi, queste operazioni frettolose potrebbero far scattare i sospetti del fisco, che monitora non solo il possesso ma anche le cessioni. Per non lasciare tracce sulle carte di credito si è segnalata, poi, una nuova propensione all’acquisto in contanti per alcuni acquisti di lusso, come per esempio gioielli. I limiti all’uso del contante aiuteranno senz’altro a limitare questi fenomeni anche se in molti casi non sarà difficile immaginare una solidarietà tra acquirenti e venditori, accomunati dall’intento di dichiarare al fisco solo quanto basta. Ma la sindrome da redditometro e l’allergia a pagare le tasse, potrebbero giocare brutti scherzi a coloro che in questo periodo cominciano ad “attrezzarsi” per evitare di incappare nelle maglie del fisco. Per ora la sperimentazione è ancora in atto e nessuno ha visto i risultati di come “gira” il nuovo redditometro. Dato, però, che le manovre affrettate non fanno bene a nessuno, anche chi volesse “ripararsi” forse farebbe bene ad aspettare che il fisco cali, davvero, le sue carte.

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