Trentatre martiri di Capistrello e l’armadio della vergogna:cinquant’anni di verità nascosta

Dopo Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto e Boves sarà Capistrello, Medaglia d’oro al Merito Civile, a ospitare la quarta edizione del premio nazionale intitolato al giornalista Franco Giustolisi, uno dei più grandi rappresentanti del giornalismo d’inchiesta, scomparso nel 2014.

Il Premio Franco Giustolisi, istituito nel 2015 patrocinato dal Presidente del Senato, attraversa i luoghi che hanno visto le proprie comunità massacrate dalla barbarie nazifascista, comunità che hanno cercato giustizia, tentando di fare emergere la verità per decenni, ma spesso senza alcuna risposta.

Al Comune di Capistrello spetta l’onore  di organizzare l’evento, in qualità di Comune capofila dell’associazione “I trentatré martiri di Capistrello”, con il Comune di Avezzano, di Luco dei Marsi,diTrasacco,di Canistro,di Civitella Roveto,di Balsorano,di San VincenzoValle Roveto,l’ANPI Marsica e i parenti dei 33 civili caduti nella rappresaglia del 4 giugno 1944.

Quel giorno i tedeschi decisero di effettuare un ultimo rastrellamento sulle montagne che circondano il paese sul pendio occidentale del monte Salviano, mentre erano in cerca di un riparo da possibili ulteriori bombardamenti aerei, 33 pastori ed allevatori tutti residenti  nei comuni confinanti vennero fermati e condotti nella rimessa della stazione ferroviaria.

Vennero, poi, portati in una fossa causata da un bombardamento e due gendarmi, a breve distanza, spararono loro alla nuca. Delle 33 vittime, solo 25 vennero identificate. Le vittime, tra cui tre ragazzi minorenni, furono chiamate “martiri”

Il Sindaco di Capistrello Marcello Venditti e Antonio Rosini figlio e nipote di due delle vittime,furono tra gli artefici per il riconoscimento della Medaglia d’oro al merito civile conferita il 25/05/2004

Antonio Rosini filgio e nipote di due dei martiri di Capistrello

Motivazione concessione medaglia d’oro al merito civile

Piccolo centro della Marsica, nel corso dell’ultimo conflitto mondiale fu oggetto della cieca ed efferata rappresaglia delle truppe tedesche in ritirata che trucidarono trentatre suoi concittadini inermi e fucilarono, dopo una straziante tortura, un giovane diciannovenne. Fulgido esempio di spirito di sacrificio e di amor patria.