Trump, all’ONU, minaccia di radere al suolo la Corea del Nord.

Il presidente degli Stati Uniti d’America fa così il suo debutto alle Nazioni Unite: minaccia la Corea del Nord di annichilimento e “attacca” mezzo mondo.

“Siamo una Nazione forte e paziente, ma se fossimo costretti a difendere noi o uno dei nostri alleati (ndr, si riferisce soprattutto a Corea del Sud e Giappone, di cui gli USA sono, per così dire, “protettori”) non avremmo altra scelta che distruggere totalmente la Corea del Nord”. Ha poi continuato: “Rocket-man (ndr, Kim Jong-Un) è in missione suicida per sé e per il suo regime: gli Stati Uniti sono pronti, ma sperano che ciò non sia necessario: è per evitare ciò che le Nazioni Unite esistono; vediamo cosa saranno in grado di fare”.

Continua così lo scontro sempre più ravvicinato tra Corea del Nord e Stati Uniti.

In settimana, il regime di Pyongyang aveva effettuato un altro test missilistico, gettando di nuovo il Giappone – al quale, per via della sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale, è vietato di dotarsi di un esercito vero e proprio, in grado di difendersi autonomamente da un eventuale attacco missilistico – nel terrore: un missile nordcoreano ha sorvolato per circa 3 minuti Hokkaido – l’isola più settentrionale delle quattro principali che costituiscono il Giappone – finendo nell’Oceano Pacifico dopo aver percorso ulteriori 2000 chilometri: nelle TV, nelle Radio e sul Web giapponesi messaggi di allarme sono scattati e, per le strade dell’Isola, sirene e allerte provenienti da altoparlanti hanno invitato la popolazione a trovare rifugio.

Trump ne ha poi avute per tutti:

ha accusato l’Iran di celare, in realtà, un regime terrorista, incolpando Teheran di reprimere ogni dissenso interno e di bramare la distruzione di Israele e degli Stati Uniti; ha inoltre attaccato l’accordo sul nucleare raggiunto nel 2015 dal 5+1 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU (ovvero Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia e Cina + Germania) e la Repubblica Islamica, e promosso dall’Amministrazione Obama, definendolo “un accordo imbarazzante” riguardo il quale, interpellato dai giornalisti, ha affermato di avere già in mente “qualcosa”; ha condannato il Presidente del Venezuela Nicolas Maduro, definendolo “un liberticida che ha generato nel Paese dolore e sofferenza”.

“Noi stiamo facendo passi seri al riguardo” ha poi aggiunto; ha bacchettato l’ONU e “la sua burocrazia”, accusando l’Organizzazione di non fare abbastanza, soprattutto in paesi come Yemen, Nigeria e il sopraccitato Venezuela, le cui popolazioni soffrono guerre, fame e malattie:”non tutti possono farne parte: noi (ndr, gli USA) paghiamo troppo, per tutti e più di tutti, e questo non è giusto”; riguardo gli accordi di Parigi sul clima, ha invece riferito ai giornalisti che non accetterà quelli che per lui sono degli accordi “in sfavore degli Stati uniti”, ma si è detto volenteroso di tornare sulla questione con gli altri Capi di Stato.

Non solo critiche

Trump ha voluto fare anche degli elogi: ha elogiato Russia e Cina, reticenti riguardo un intervento bellico nella penisola coreana, per aver appoggiato le nuove sanzioni verso il regime di Pyongyang; e ha ringraziato Turchia e Giordania per la loro accoglienza di milioni di profughi dai vicini Stati del medioriente, affermando che però “una migrazione incontrollata non è più possibile“.

Trump ha concluso il suo discorso di circa 40 minuti con un “Dio vi benedica, Dio benedica le Nazioni del Mondo, Dio benedica gli Stati Uniti d’America” che a suo dire metterà sempre “davanti a tutto e tutti”; ed è uscito accompagnato tra gli applausi di alcuni Paesi (Israele, su tutti) e il silenzio indignato di altri. Poco prima di Trump aveva debuttato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite anche il neo-Segretario Generale dell’ONU, il portoghese Antonio Guterres, affermando che “il nostro Mondo è nei guai; siamo in pezzi, e abbiamo bisogno di un mondo in pace.”

Angelo Di Berardino