Un altro costo difficile da accettare

In un contesto sempre più critico per tutti coloro che gestiscono un’impresa – grande o piccola che sia – nel nostro Paese, alle difficoltà inevitabilmente create dalla contrazione dei consumi e all’alto costo del denaro, che oggi è arrivato a due cifre per le piccole imprese, si devono aggiungere quelle dovute ad altri costi, alcuni dei quali meno conosciuti ma non per questo meno onerosi.
Si è già scritto in questa rubrica dell’incredibile, insopportabile serie di spese che si devono sopportare a causa della burocrazia.
“Si sente parlare sempre più di “semplificazione burocratica”.
Quasi tutti i politici e gli amministratori pubblici si riempiono la bocca di queste parole per lanciare messaggi rassicuranti ai cittadini ed in particolare alle imprese, anche se la realtà, al di la’ delle chiacchiere, è ben diversa da quello che si vuol far credere.
“Si predica bene e si razzola male” diceva il proverbio, si annunciano normative e leggi più semplici ma sotto sotto si lavora a provvedimenti che vanno a complicare sempre più pesantemente la vita delle imprese”.
Sono considerazioni fatte nel corso di un’intervista da Luca Stella – Presidente benessere e sanità dell’Umbria – che si è soffermato su un aspetto in particolare: “ Se prendiamo in esame le nostre imprese di acconciatura ed estetica, uno dei “balzelli” che più ci inquieta è quello relativo allo smaltimento, presso società specializzate, dei packaging cosmetici che vengono considerati rifiuti “speciali” e dei taglienti (lame e rasoi) che addirittura sono equiparati ai rifiuti “sanitari”.
Tutto questo significa + COSTI e + BUROCRAZIA. Sappiamo tutti, anche coloro che hanno creato queste leggi inadeguate, che solo il 3% di questi prodotti viene usato nei nostri saloni, il restante 97% viene acquistato dal consumatore privato presso la grande distribuzione, usato in casa e poi gettato in un comune cassonetto dei rifiuti.
”Ed ecco il nuovo capitolo di questa vicenda, che ancora una volta vede coinvolti gli acconciatori: si tratta dei contributi versati per il funzionamento del Sistri, sistema di controllo telematico per la tracciabilità dei rifiuti.
Un progetto nato nel 2009 su iniziativa del Ministero dell’Ambiente e che successivamente ha avuto un’iter parlamentare controverso, creando molta confusione. Unica certezza: i contributi già richiesti alle imprese.
Ora alcune tra le principali associazioni sindacali (che si occupano, tra gli altri, anche del nostro settore) hanno annunciato l’avvio di azioni legali per recuperare i contributi versati dagli imprenditori nel biennio 2010-2011.
Le cifre riportate nella nota congiunta che annuncia l’iniziativa sono considerevoli: negli ultimi due anni 325.470 imprenditori italiani hanno speso 70 milioni di euro per iscriversi, acquistare oltre 500mila chiavette usb e quasi 90mila black box per un sistema che prevedeva l’informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale, semplificando le procedure e riducendo i costi per le imprese, oltre a prevenire lo smaltimento illegale.
I rappresentanti delle diverse associazioni – sottolineando le inefficienze e gli inutili costi del Sistri per le imprese chiamate ad attuarlo – chiedono ora una revisione profonda e strutturale di questo sistema, per semplificare il quadro normativo e le procedure per lo smaltimento di questi rifiuti e rendere il Sistri uno strumento di semplice utilizzo.
In attesa che ciò si realizzi (e nulla autorizza a pensare che i tempi siano brevi…) verranno intraprese le azioni legali necessarie nei confronti del Ministero dell’Ambiente per restituire alle imprese risorse che sono quanto mai importanti in questo momento di grave crisi.
Una crisi che oggi più che mai, a mio parere, deve indurre il nostro settore, troppo spesso inascoltato, a non smettere mai di impegnarsi nel proporre e reclamare a gran voce tutte quelle iniziative che possono dare nuovo slancio alla professione.

di Antonio Marino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *