WELLES PERDUTO SBARCA A VENEZIA .

Ritorno alla vita
Si è fatto attendere 3 decenni Orson Welles ma, finalmente, dopo 33 anni dalla sua dipartita uscirà il suo ultimo film. “The other side of the wind”, girato tra il 1970 e il 1976, nel cast annovera grandi nomi, tra i tanti: Peter Bogdanovich, John Huston e Oja Kodar. Verrà proiettato a Venezia fuori concorso alla 75ma Mostra del Cinema. Tutto ciò è stato possibile grazie alla piattaforma streaming Netflix, che ha finanziato il recupero del film.

Lavoro perduto
L’anno scorso è stato annunciato che Netflix ha acquisito i diritti per l’ultimo film incompiuto di Orson Welles, sfortunatamente, il film è stato afflitto da problemi finanziari e comunque a basso costo.
l negativo era nascosto in un caveau in un sobborgo di Parigi, come un Picasso arrotolato nell’armadio, per beghe ereditarie e diritti d’immagine. A marzo 2017, Frank Marshall, che è stato il direttore di produzione durante le riprese originali, ha portato una squadra di redattori a superare più di 1.000 rulli di negativi cinematografici che sono stati poi imballati su otto pallet, spediti a Los Angeles, inventariati, scansionati ed assemblati presso gli uffici Technicolor di Hollywood.

Il plot
Il film, una satira su Hollywood, racconta gli ultimi giorni del leggendario regista Jake Hannaford (interpretato da John Huston), che lotta per realizzare il film che rappresenterà il suo ritorno nell’olimpo dei grandi registi. Hannaford sta lavorando con tutto sé stesso sul suo ultimo capolavoro, The Other Side of The Wind. Mentre impariamo di più su Hannaford alla sua festa, il pubblico si rende conto che è un personaggio molto più complesso di quanto sembri e nasconde molti grandi segreti.
Il film presenta un cinico ritratto di Hollywood negli anni ’70, parodia del passaggio del sistema di studio, e dei nuovi cineasti sperimentali della nuova Hollywood, oltre a prendere in giro registi europei di successo come Antonioni. È stato girato in una varietà di stili diversi: colore, bianco e nero, fotografia fissa, pellicola da 8 mm, 16 mm e 35 mm, tutti rapidamente interconnessi tra loro, ed è stato progettato come un collage di questi diversi stili.

La polemica
La questione attiene al fatto che in Francia esiste una legge che vieta la contemporanea presenza in sala e su Netflix dello stesso film. Tant’è che nell’ultima edizione di Cannes sono stati vietati i film prodotti dalla piattaforma streaming. In Italia comunque le associazioni di categoria cinematografiche contestano la politica delle uscite simultanee.

Il commento
Frank Marshall ha infine commentato: “Non riesco a crederci, ma dopo 40 anni di tentativi, sono molto grato per la passione e la perseveranza di Netflix che ci ha permesso finalmente di entrare finalmente nella sala taglio per finire l’ultima opera di Orson. Sono felice di avere l’opportunità di vedere questo film sul grande schermo. Se non fosse per Netflix, probabilmente questa pellicola non sarebbe mai stata completata”.

In conclusione
Queste sono le iniziative che meritano un plauso, perché l’aver finanziato il completamento della pellicola ha ridato luce e gloria ad un grande regista del passato. C’è da augurarsi che questo non sarà un caso isolato.

Dott. Andrea Ranaldi