Ranieri come Thoreau: il coraggio di dissentire

È uomo libero Gianluca Ranieri, come lo era Henry David Thoreau, filosofo americano troppo poco conosciuto in Italia, che della libertà ne fece la stella polare della sua esistenza.

Il primo, nato nel 1975 ad Avezzano (AQ), in Italia; il secondo, nel 1817 a Concord (MX), negli Stati Uniti. Centocinquantotto anni di differenza tra loro, eppure così vicini in un pensiero tanto attuale, quello della disobbedienza civile. Appartenenti a due generazioni completamente diverse ma entrambi energiche leve dell’ingiustizia, come lo fu anche Don Milani, quando venne accusato di apologia di reato per aver insegnato ai suoi studenti il diritto a dissentire.

È proprio alla disobbedienza di Thoreau che Ranieri, candidato M5s per la circoscrizione Sud alle europarlamentarie del 26 maggio, fa riferimento nei suoi discorsi, a quel messaggio che fu del grande pensatore americano: il coraggio di dissentire in una società incrostata, una prigione che soffoca l’uomo allontanandolo dalla sua essenza primordiale, dalla Natura e dal suo stesso spirito dissenziente. Un’esortazione al popolo affinché non sia più complice arrendevole del Potere, a quegli individui che sono prima uomini e solo dopo cittadini membri dello Stato, con il diritto di rifiutare l’obbedienza quando contrasta con ciò che la coscienza rifiuta.

Come il filosofo americano, Ranieri è uno di quei pochi politici che hanno scelto la vita pratica e non la cattedra o, per meglio dire, i fatti e non le parole, con il rischio, a volte, di non essere giustamente valutato a favore di quegli abili oratori che parlano un linguaggio incomprensibile al popolo, il politichese.

Stesso amore per l’ecologia: non a caso, Gianluca Ranieri è un economista ed esperto in teoria dei sistemi, con la passione per le tematiche ambientali.

Il governo migliore è quello che meno governa” scriveva nel 1849 Thoreau nel saggio La disobbedienza civile, la cui prefazione alla ristampa di Edizioni Sì (2017) è firmata proprio da Gianluca Ranieri. E ancora ”Colui che disobbedisce è colui che ritira concretamente il consenso dal reticolo del Potere per essere libero”. Un discorso passato alla Storia che ha ispirato la rivoluzione senza armi di Gandhi, e i movimenti di protesta non violenti di Martin Luther King che culminano nel celeberrimo discorso del 1963 I have a dream.

La disobbedienza civile è l’arma più efficace che l’uomo abbia a disposizione, ancor più della violenza”, ci dice Ranieri. “È necessario ritrovare l’essenza di essere cittadini e non sudditi, divenire consapevoli che la vera libertà consiste nell’agire secondo coscienza e che questo agire è già in se la realizzazione del nostro futuro. E’ fondamentale promuovere quella comunità che torni ad occuparsi delle persone, a mettere in primo piano i loro interessi ancor prima di quelli finanziari”.

E se il libro di Thoreau ha cambiato il mondo ed influenzato le generazioni successive, un giovane abruzzese, con le idee di un grande pensatore di due secoli fa, potrebbe certamente cambiare l’Europa o, meglio, il modo di fare Europa. In fondo “non conta quanto piccolo possa apparire l’inizio: quello che si è fatto bene una volta lo si è fatto per sempre”. E Ranieri, di cose ben fatte, ne ha collezionate parecchie.