New York festeggia La Strada

la stradaGrande festa in questi giorni ne La Grande Mela, perché il marzo del 1957 fu, per Federico Fellini e per l’Italia, in una festosa Nrw York, un mese speciale, che in questi giorni gli americani vogliono ricordare. C’è anche una nutrita schiera di ammiratori abruzzesi a ricordare il regista poliedrico per eccellenza, ironico, divertente, vero e verace, indagatore. Il 20 gennaio 1957, Federico Fellini compiva 37 anni. Era giunto ad Hollywood dove avrebbe sicuramente vinto l’Oscar, la mitica statuette d’oro, per il film ‘La Strada’, già proiettata a Venezia 4 anni prima in un contesto di scontro culturale con i neorealisti sostenitori del regista Luchino Visconti, che presentava nello stesso periodo, il film ‘Senso’. “Ma io non volevo venire,» e si scusava per la sua timidezza. «Ed ora devo restare schiavo della prassi artistica di Hollywood”. Il romagnolo, era sgusciante come un’anguilla, volubile come una farfalla. Nella nostra intensa carriera giornalistica non abbiamo mai incontrato un personaggio così difficile come Fellini, eppure non abbiamo conosciuto un interlocutore più amabile, contradditore più agguerrito di questo personaggio che dava l’idea dell’orso, che “non ho mai niente da dire” e poi scarica tutto il ben di Dio e dice tutto. “Vedi” ammetteva, “le interviste mi tolgono il buon umore, per la loro atmosfera di esame, per la invadenza sbrigativa”.
-Ma cosa la stimola, Fellini?
“Le difficoltà, i malumori, le incomprensioni, gli scontri con i produttori sono per me molto stimolanti”
-Quante volte ha rivisto “La Strada” da quando l’ha completata?
“Un film quando l’ho terminato, non mi incuriosisce più” rispose.
-Hollywood la tenta?
“Si, moltissimo, da sempre, ma a patto che resti una tentazione”
-Noi italiani siamo più un popolo di poeti o di navigatori?
“Mi pare che stiamo diventando un popolo d’intervistatori e intervistati”.
Il tempo a disposizione per la proiezione de “La strada” scemava velocemente. La realizzazione del film fu lunga e difficoltosa sopratutto per il budget limitato, per il genio romagnolo considerato universalmente come uno dei più grandi ed influenti cineasti della storia del cinema.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *