PETIZIONI,UN MONDO POCO CONOSCIUTO: CARO PARLAMENTO, TI SCRIVO, COSì TI CHIEDO UN PO’……..

Visto che, qualche giorno fa, si sono tenute le elezioni politiche nazionali, e tra un paio di settimane si insedieranno le neoelette Camere, oltre al diritto di voto, siamo a ricordarne ai Cittadini un altro che, a quanto riportato di seguito, da qualcuno, è esercitato moltissimo, anche se non a tutti noto.
Tra le numerosissime richieste inviate alle Camere, in questa trascorsa Legislatura, c’è chi chiede “nuove norme in materia di pagamento delle spese processuali ” e chi chiede “l’abrogazione di alcuni articoli della Legge concernenti la tassa sui rifiuti solidi urbani”, e non solo questo…. Siamo nel “fantastico” mondo delle petizioni!! Poco conosciuto che, però, offre un interessante spaccato di quello che una parte del Popolo Italiano considera prioritario per il nostro Paese. L’articolo 50 della Costituzione, infatti, stabilisce che ”… tutti i cittadini possono rivolgere petizione alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità ..”. Non esiste un numero minimo di firme da raccogliere. Una o cinquecentomila, non fa differenza. E così le Istituzioni si trasformano in una sorta di “posta del cuore” o dei bisogni quotidiani. Avete un problema, un’idea, una richiesta? Scrivete all’ufficio petizione delle due Camere. Dall’inizio della passata Legislatura sono state oltre mille le petizioni arrivate alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica, che vanno dalla annullamento dei costi della politica, alla soppressione del canone RAI fino ad arrivare alla richiesta di tenere Lezioni Universitarie nei centri di accoglienza. Alcune sono inviate e poi ripetute a distanza di qualche anno. Per certi firmatari è quasi un secondo lavoro tanto che, nell’ultimo periodo, sono stati capaci di presentarne un numero impressionante. Il primo posto va assegnato ad un Cittadino campano che chiede “… il risanamento ambientale dei territori inquinati della Regione Campania …”. Ognuna è riassunta in poche righe: il nome di chi l’ha proposta, la città di provenienza e la sua richiesta. La procedura di acquisizione è semplice: si legge il sunto in Assemblea e poi si affida la segnalazione alla Commissione competente che la può esaminare autonomamente, o insieme a Progetti di Legge sulla medesima materia. E cosi non stupisce che molti chiedono “.. una riforma della legge elettorale con l’introduzione del voto di preferenza”, o chi voglia “l’istituzione di una Commissione Parlamentare per il monitoraggio della spesa di Regioni ed Enti Locali”. In fondo si tratta di argomenti che fanno gia’ parte del dibattito politico e di nota attualità. Qualcuno ha persino chiesto “che gli incarichi dirigenziali e di consulenza presso le strutture governative possano essere conferiti anche a soggetti non laureati”. Sicuramente, come sappiamo, gli è andata male ma, anche se probabilmente non è cosi, è bello pensare che queste petizioni abbiano un peso sulle scelte legislative e sulle mosse dei nostri governanti. In ogni caso si sa che gli Italiani sono un popolo di poeti e cosi la creatività è protagonista assoluta. C’è chi, ad esempio, spazia senza problemi dalla richiesta di “norme per consentire la trasmissione televisiva di film e programmi pornografici nelle ore notturne”, alla “fissazione di un limite temporale per l’obbligo di mantenimento nei confronti di figli maggiorenni disoccupati” fino ad arrivare alle “nuove norme in materia di trattamento di quiescenza dei segretari comunali comandati presso le Amministrazioni Regionali” e “ai profili costituzionali per la tutela dei minori e delle donne” Cui poi aggiunge, giusto per non farsi mancare niente, la richiesta di “norme per regolamentare l’uso di un fanalino indicatore obbligatorio per i veicoli a doppia alimentazione” e il “divieto di esporre negli edifici pubblici la bandiera UE e qualsiasi altro vessillo al fianco alla bandiera italiana”. Meglio di lui ha fatto chi ha chiesto “l’istituzione della giornata del Dovere” o chi, dopo aver lanciato “l’istituzione di un registro dove i genitori possano iscrivere con attribuzione di un nome, il Concepito non nato e le norme per consentirne la sepoltura”, invita il Parlamento ad intervenire per favorire “l’attribuzione ai religiosi di tutte le confessioni di funzioni di gestione dei fondi pubblici destinati allo sviluppo del Mezzogiorno”. C’è qualcuno che vuole “limitare o, in casi estremi, vietare l’uso da parte dei minorenni di telefoni cellulari idonei alla registrazione e riproduzione di immagini”. Sandro dall’Abruzzo sogna “l’istituzione di una fondazione per l’assistenza alle Persone senza fissa dimora e l’avvio di un programma per la donazione di una bicicletta a ciascun cittadino dei Paesi in via di sviluppo”. C’è anche chi si preoccupa di ottenere “l’introduzione di meccanismi di controllo sull’operato dei Parlamentari e dei membri del Governo titolari di più di un incarico pubblico”. Insomma, come potete evincere dallo scritto, la fantasia non latita. I veri artisti della petizione, però, sono i signori Antonio Sbrocca e Simone Luglio, entrambi laziali. Quest’ultimo dopo aver chiesto misure per “promuovere i prodotti e lo stile di vita degli Italiani nelle scuole e tra le famiglie”, pensa ai “provvedimenti per promuovere la videosorveglianza nei luoghi di lavoro”. Mentre Sbrocca si distingue per la richiesta “di nuove norme in materia di cumulo tra i trattamenti erogati dall’INPS e dagli enti previdenziali svizzeri” e la possibilità che “in caso di dimissioni o dipartita del Presidente del Consiglio dei Ministri, le sue funzioni siano assunte temporaneamente dal Presidente della Camera”. Ma siamo sicuri che Antonio Sbrocca non sia uno pseudonimo di qualche già parlamentare, che non riesce a coronare il suo “sogno nel cassetto”? ………….

Alex65