Scarsità di risorse e impatto ambientale. Ne parliamo con l’economista Gianluca Ranieri

Lo sviluppo economico e la crescita demografica hanno inevitabilmente modificato i modelli di consumo, contribuendo al sovra-sfruttamento ambientale delle risorse disponibili, con il conseguente aumento dei rifiuti inquinanti.

Ogni anno, in Europa, produciamo più di 2.500 milioni di tonnellate di rifiuti di cui solo un terzo viene recuperato, mentre tutto il resto finisce per accumularsi nelle discariche causando problemi all’ambiente e di conseguenza alla salute, oltre a comportare notevoli costi di smaltimento per le aziende. Come intervenire in merito a tale emergenza? Lo abbiamo chiesto a Gianluca Ranieri, economista ed esperto in teoria dei sistemi, fondatore del progetto di educazione alla sostenibilità, B-Planet, alternative per un pianeta al collasso. Ranieri è attualmente candidato M5S al Parlamento europeo per la circoscrizione Sud, alle elezioni del prossimo 26 maggio.

Per spezzare il circuito del ‘take>make>dispose’ ovvero ‘produzione>consumo>scarto’, abbiamo necessariamente bisogno di un nuovo modello economico basato sull’azzeramento degli scarti e sulla ottimizzazione del valore d’uso della materia“. Dichiara l’economista in una nota.

Una riduzione dell’impatto ambientale potrebbe essere possibile solo intervenendo su vasta scala, lavorando attraverso politiche di settore (energia, agricoltura, trasporti, industria) e sostenendo quelle startup innovative che progettano materiali in previsione di un reinserimento nel ciclo produttivo. Bisogna agire secondo un’ottica di economia primaria, rispettando i cicli naturali, per evitare danni irreversibili in termini di inquinamento e di consumo di risorse che, oltre ad impoverire il suolo, contribuiscono alla progressiva svalutazione dei prodotti.
Le risorse della Terra infatti sono limitate, così come limitate sono le possibilità che ha il pianeta di accogliere i rifiuti della produzione globale, pertanto va promosso un percorso di cambiamento che parta dal basso, con l’informazione innanzitutto, indirizzando il consumatore a scegliere cibi biologici, a prediligere prodotti sfusi, usando meno imballaggi ed eliminando anche quelli di carta e optando per contenitori di vetro al posto della plastica
. Natura e uomo non sono necessariamente in contrasto se nella produzione di economia teniamo conto delle risorse naturali senza fare scarto, ma vanno attuate politiche economiche mirate per arrivare ad una produzione consapevole delle imprese e a un modello di economia cosiddetta rigenerativa, in cui ogni elemento possa essere reinserito nel ciclo produttivo, scarto compreso. Nelle imprese agro-alimentari, ad esempio, si usa come fertilizzante il letame proveniente dagli allevamenti, i cui scarti o sottoprodotti vengono a loro volta impiegati nella produzione di mangimi. Il letame inoltre, può essere trasformato in materiale combustibile. Di programmi ce ne sono tanti, ma sono le idee che vincono. Il mio impegno in Europa sarà quello di lavorare per favorire tutta una serie di politiche di sviluppo economico, sociale e ambientale finalizzate alla valorizzazione delle risorse locali, fondamentali per quella crescita che vorrei per l’Abruzzo e il resto del Sud”. Conclude Ranieri.

L’economista durante una presentazione di B-Planet